Il Gruppo ed il Meihuaquan

Considerazioni personali di Enrico Storti sulla pratica del Meihuaquan e sulle sue finalità.

La dimensione di gruppo è un aspetto molto importante nella pratica e nella cultura del Meihuaquan. 

Questi sono gli elementi che sottolineano questo aspetto: 
    - il meihuaquan è una famiglia (Jia)
    - il Jiazi (struttura di base) è praticata in cerchio
    - i movimenti sono sincronizzati con quelli degli altri, anche se possono essere differenti da quelli degli altri
    - la respirazione si coordina con quella degli altri
    - lo sguardo segue il movimento del gruppo attraverso lo sviluppo della visione periferica

La scuola di pugilato (Quan) del Fiore di Susino ha una struttura organizzativa simile a quella di tutte le altre scuole di Wushu. Esse hanno ereditato tale struttura dalle aggregazioni spontanee dei villaggi rurali , dove la vicinanza tra le persone, la condivisione dei problemi e delle loro soluzioni, le parentele , creano un clan allargato. Non di rado infatti i villaggi prendono il nome da una famiglia (per esempio Chen jiao gou). All'interno di quella "famiglia" le parentele acquisiscono un significato diverso, con fratelli che non sono realmente consanguinei. Così nella pratica del Meihuaquan si può diventare Dizi (discepolo) entrando attraverso la porta (men) e divenendo membro della famiglia. [vedi articolo sul maestro di Meihuaquan]
Queste relazioni interpersonali vengono esaltate nella pratica del Jiazi . Infatti esso contiene degli elementi peculiari che lo rendono utilissimo allo scopo di unire ed armonizzare il gruppo.
Il Jiazi del Meihuaquan è l'unico Taolu , nel panorama del Wushu, che prevede la possibilità di essere praticato in gruppo, sul cerchio, con le coppie di persone che si trovano di fronte unite da una linea che attraversa diametralmente il centro del cerchio. Ciò fa sì che il praticante guarda , in determinati momenti , il proprio opposto sul cerchio, sempre tenendo d'occhio con la vista periferica il resto dei compagni. E' necessario andare a tempo con i compagni ed adattarsi ai loro spostamenti. 
Nelle 5 figure-forza (Wushi) si devono eseguire 5 respirazioni, per cui attraverso la pratica di gruppo si arriva a coordinare sia la respirazione che il battito cardiaco con quello degli altri. Ciò avviene anche nelle cosiddette "danze sacre" in cerchio, quali le danze Celtiche, Turche, Israeliane, ecc. Il coordinare questi aspetti (respiro e battito cardiaco) rappresentano anche il raggiungimento di una armonia nel gruppo. Dal punto di vista psicologico infatti, se io voglio entrare in grande sintonia con un'altra persona , posso cercare di avere il suo stesso ritmo respiratorio ed imitare i suoi movimenti (specchio). 
Io penso che le fasi di apprendimento del Jiazi ben rappresentino il passaggio dal Dao (Tao) ai 64 esagrammi. All'inizio esso viene praticato in linea , il praticante è solo (rappresenta il Dao) , poi è in coppia (Yin e Yang), poi in quattro (Si Xiang) , in seguito in un numero n , che è ben rappresentato dai 64 esagrammi. 
Anche l'individualità ed il cambiamento vengono considerati, prevedendo dei punti nella pratica in cui ognuno può eseguire delle serie di movimenti differenti, ma al tempo stesso , coordinati con quelli degli altri. 
L'immagine che ne deriva è come quella della mano dove le dita sia pure appartenenti ad un corpo unico e  coordinate con le altre, possono muoversi in modo diverso ed armonico. Pensate al pianoforte che viene suonato con 10 dita che si muovono a tempo, con intensità differente, ben coordinate tra loro , producendo una melodia. 
Per la filosofia cinese e per quella del Meihuaquan esiste una relazione tra Tian (cielo), Di (terra), Ren (uomo). L'Uomo è in mezzo tra Cielo e Terra e fa da tramite tra questi due piani. Il Jiazi è un modo per migliorare l'armonia tra Uomo- Cielo- Terra, in quanto l'uomo entra in armonia con se stesso e con l'universo. La pratica di gruppo rappresenta proprio lo stato di comunione con l'universo.