PRATICA

Il MEI HUA ZHUANG WU GONG (lavoro marziale dei Pali del Fiore di Prugno) è composto dalla pratica progressiva delle seguenti tecniche:

JIA ZI   架子

(intelaiatura) sequenza di base del meihuazhuang

BA FANG BU  八方步

(camminate nelle otto direzioni)  

CHENG QUAN  成拳

(pugilato del cambiamento) combattimento in coppia, senza  sconfitto o vincitore.

NING QUAN  拧拳

(pugilato a spirale) combattimento in coppia con un perdente e un vincente
GONG QUAN (pugilato del successo) pratica in cui una persona ne affronta molti

YING QUAN 

(pugilato della vittoria) rappresenta il vero combattimento

QI XIE  器械

(armi) pratica delle armi tradizionali e speciali

QI GONG 气功

(lavoro sul respiro)  

JIA ZI

Il Jiazi è composto da WU SHI (cinque forze-figure) e da XING BU (camminate)

Il Mei Hua Zhuang WU GONG basa il miglioramento delle qualità atletiche sulla pratica del JIAZI, che è un TAO LU (insieme di percorsi) ovvero una routine di allenamento formata dalla ripetizione simmetrica delle cinque figure su entrambi i lati del corpo e lungo le direttrici spaziali di un complesso schema topografico detto delle “Otto direzioni e quattro porte”.


XING BU è composto da tre metodi di camminata:

BAI FA  擺法

(sistema che oscilla)
CHE FA  (sistema che si ritrae)
ZHA FA  (sistema che pugnala)

e vengono usati per cambiare e saltare da una direttrice spaziale ad un’altra.


WU SHI è composto da cinque posture del corpo:

DA SHI  大式 (figura grande)
SHUN SHI  顺式 (figura scorrevole)
AO SHI  (figura ritorta)
XIAO SHI  小式 (figura piccola)
BAI SHI  败式 (figura contrapposta)

Praticando il JIAZI ogni figura deve essere mantenuta in uno stato di assoluta immobilità, per un tempo sufficiente a sviluppare dai tre ai cinque cicli respiratori completi; il respiro deve essere naturale ma profondo e nell’espirazione ci si concentra per visualizzare l’accumulo del QI (aria, respiro) nel DAN TIEN (campo del cinabro, regione pubica); contemporaneamente si deve fissare lo sguardo in avanti su di un oggetto ma senza riporre su di esso una reale attenzione, affinché dell’oggetto permanga solo la consapevolezza della presenza ed evitando che la mente sia occupata dalla sua immagine.
Se durante l’esecuzione delle cinque figure il corpo deve rimanere JING RU YUE (immobile e silenzioso come le sacre montagne) ecco che invece i passaggi intermedi da una figura alla successiva e le tre camminate devono risultare DONG RU TAO (muoversi come il fluire dell’acqua impetuosa ed incessante).
Questo continuo mutamento ed alternarsi delle fasi statiche con quelle dinamiche, così come l’esecuzione simmetrica e speculare delle cinque figure, fanno del JIAZI una perfetta rappresentazione coreografica della teoria YIN YANG (alternanza dei principi opposti).

All’interno della tradizionale classificazione delle arti marziali cinesi, suddivise in WAI JIA (famiglia esterna) e NEI JIA (famiglia interna) in base ai differenti tipi di energia psicofisica sviluppata, risalta la particolarità del Mei Hua Quan che è considerato fin dalla pratica di base stile marziale sia interno sia esterno; a testimonianza di ciò citiamo un passo dell’opera “FIVE GANZHI MEI HUA ZHUANG Techniques” scritta dai tre più diretti allievi del Maestro HAN QICHANG:

  “ Le tecniche del pugilato del WU SHI MEI HUA ZHUANG sono semplici, concrete, prive di ogni inutile vistosità e la loro azione si allunga e si apre all’esterno con naturale equilibrio…. ...quiete e movimento si alternano reciprocamente, interno ed esterno sono riuniti nella pratica marziale, la durezza e la morbidezza, la rigidità e la flessibilità reciprocamente si aiutano, l’allenamento della salute fisica si sposa alla capacità della difesa personale…....possiede tecniche di lotta tanto efficaci quanto è gloriosa ed antica la sua concezione filosofica.”

"Le cinque forze del Mei Hua Zhuang e la teoria dei cinque elementi" di Enrico Lazzerini e Luca Bizzi